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«Qualcuno non mi vuole» Sacerdote lascia parrocchia

di FEDERICA MARANGIO
S. PANCRAZIO - «Cari fedeli, ho deciso di andare via, non resto più in questa parrocchia». Sacerdote annuncia dal pulpito di rinunciare momentaneamente alla guida pastorale della parrocchia affidatagli due anni prima. Decide di fermarsi per un anno dall’incarico in diocesi per «riflettere con serenità, scevro da condizionamenti esterni». Il sacerdote è don Pierino Manzo, parroco della chiesa madre Santissimi Pancrazio e Francesco. Nato e battezzato nella stessa parrocchia nel 1965, don Pierino, ha avuto la sua vocazione sin da ragazzo.

«Avevamo nove anni – dice un suo amico d’infanzia – quando suonavamo le campane insieme e sognavamo di diventare sacerdote lui e sindaco io». Un filo rosso lo lega, appunto, alla chiesa madre, dove approda come arciprete parroco nel 2011 dopo un percorso che lo ha portato a Leverano per sette anni. Ventiquattro anni di sacerdozio i suoi sentendo forte la responsabilità e il dovere di farsi mediatore sulla terra del messaggio del Signore.
«Nessuno è profeta in patria» aveva detto una volta giunto a guidare la parrocchia del suo paese natio. In occasione della funzione eucaristica pasquale due anni dopo, aveva fatto notare che «la comunità aveva scambiato il ruolo del parroco con quello di un guardiano di museo, il quale può vedere tutto ma non può modificare nulla».

Lui, che invece di modifiche ne aveva apportate, si era evidentemente scagliato contro una buona fetta di proseliti che non devono aver gradito e che non hanno compreso che aveva cercato di operare facendo del suo meglio. Modifiche circa un sistema di gestione ecclesiale diverso da ciò a cui si è abituati, forse possono anche urtare la suscettibilità di alcuni fedeli, ma di lì a lanciare segnali distruttivi e polemici, c’è una bella differenza. Non la si può pensare tutti allo stesso modo, certamente, motivo per cui ognuno nella comunità ha dei ruoli cui deve attenersi.

Ma di che modifiche si parla? Ha sì istituito un comitato parrocchiale addetto alla festa patronale, ha eliminato la musica registrata, come richiede la liturgia canonica, acquistando un organo per le funzioni religiose, ha fatto slittare le cresime al mese di novembre perché i ragazzi non erano pronti: ma tutto questo giustifica la cultura di un paese che arriva a colpevolizzare un sacerdote persino, raccogliendo le firme e chiedendo udienza al vescovo per allontanarlo dalla guida pastorale della parrocchia?

«Ricevere quotidianamente degli insulti, direttamente o alle spalle, nel paese di residenza anche della sua famiglia che a sua volta diventa vittima di vessazioni e pensare che queste cattiverie vengano perpetrate da operatori pastorali è una vergogna che deve far riflettere l’intera comunità» afferma un altro fedele legato al sacerdote, il quale sente il bisogno di mostrare la sua solidarietà.

«Un insieme di dettagli - spiega infine con Pierino Manzo -, a partire dalla mancanza di una mentalità dell’accoglienza, alle difficoltà gestionali di cose esclusivamente ecclesiali, frutto di incomprensioni, alla morte di mia madre, mi ha spinto a propendere per un anno sabbatico per il bene, prima della comunità e poi mio. Cose che, prese singolarmente, avrebbero potuto indebolire ma non abbattere il mio animo».

(La notizia completa sull'edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui)

18 Giugno 2013

I Commenti alla Notizia

ornella, san pancrazio salentinoornella 07-07-2013 | 10:54

Sulla vicenda Don Pierino-gestione chiesa:premesso che gli"esautorati"sono due:l'associazione dedita alla organizzazione festa patronale insieme al suo presidente,che diventa finalmente ONLUS ecclesiale comunitaria,e il cantore dei Canti Liturgici per la ipocrita parenza delle sue prestazioni artistiche registrate.Quale azione immorale c'è nella decisione del parroco di acquistare un organo mancante per angeliche melodie eseguite da studiosi professionisti nella Casa del Signore? La questione-a pensarci bene!- più che paradossale.
C'è forse da dubitare che l'apparente topolino sia gravito del solito impensato elefante?
"Ci a ncielu sputa, a nfacci li cati" tissi la cuccuascia :chi sputa in cielo, in faccia le ricade" disse la civetta. Meditate gente ! anzi meditiamo insieme.


ornella, san pancrazio salentino br 30-06-2013 | 01:16

Sulla vicenda D. Pierino-gestione chiesa ci chiediamo:è mai possibile chel'esultanza di una intera comunita 'per il suo ritorno a S.Pancrazio come parroco della Chiesa Madre ed il riconoscimento della valenza del suo ruolo di "mediatore del messaggio del signore"da parte di tutta la comunita'(e cioèi valori umani,morali,sacrali e sociali del Don Pierino!)vengano improvvisamente a vanificarsi e a deteriorarsi soltanto nel 2013 quando ha deciso di cambiare volto e nome a due semplici gestori,provvisori e volontari?é possibile che una decisione così insignificante e marginale alla vera gestione delle organizzazioni di volontariato collaterale,che per loro spirito e natura,fanno capo al sacerdote responsabile, sia cosi'contestabile e criticabile fino al punto da definirla un atto"unilaterale"ed in totale disaccordo con gli altri componenti l'organizzazione comunitaria,cosi'come si legge nell'articolo?Quali interessi personali vanno a ledere le decisioni prese da uno dei due "esautorati"?


Anna S., San Pancrazio 28-06-2013 | 16:47

Sono molto dispiaciuta per l'accaduto. Conosco Don Pierino da tanti anni. Ho frequentato a lungo la sua casa in quanto amica di Maria, sua sorella, sin da quando eravamo ragazzini. Reputo Don Pierino come un grande Uomo di fede. Uomo di una semplicita' e umilta' incredibili. Doti che ha manifestato anche in questa occasione. Si è affidato al proprio Vescovo, ritirandosi di buon ordine.(le malelingua hanno asserito che si "spogliasse" dell'abito talare.....vergogna!)
Cari Sampancraziesi, un sacerdote,è un dono dello Spirito Santo e andava accolto. Sorretto nei momenti bui: eh si', in quanto essere umano,deve far fronte a tante difficolta' con la responsabilita' di un bravo Pastore.
A te, caro Don, auguro tanta serenita' e pace. Mi spiace per la tua povera mamma che credo vegliera' su di te dal Paradiso. Ringrazio i cittadini di Leverano per l'accoglienza riservatagli.E credo che non sara' assoltamente difficile ricevere altrettanto nella nuova parrocchia.
Grazie!
Anna


Emily, Leverano 19-06-2013 | 18:21

Quando Don Pierino è arrivato a Leverano, con il suo modo di fare e la sua grande forza di volontà ha portato tanta serenità nella parrocchia, facendovi riavvicinare anche coloro che non ci credevano più e soprattutto tanti giovani! Con lui è nata voglia di partecipare attivamente alla fede e ora si sente moltissimo la sua mancanza... Speriamo che un giorno potrai tornare qui nostro caro don Pier, noi sì che ti accoglieremo SEMPRE a braccia aperte, con grande affetto.


Anna, Leverano 19-06-2013 | 16:34

Durante il suo periodo di parrocato a Leverano, mi ha colpito la disponibilità, la semplicità e la sensibilità di don Pierino, pronto anche a sopportare in silenzio le evenutali critiche. Mi stupisce che queste sue doti non siano state apprezzate. Don Pierì, torna a Leverano, perchè è vero: nessuno è profeta in patria e Tu non lo sei proprio tra la tua gente!


gianluca, san pancrazio salentino 19-06-2013 | 10:05

Sono un cittadino di san pancrazio, mi rammarica sapere che nei tempi di crisi in cui ci troviamo, alcune persone si scaglino contro un sacerdote, che per quanto mi riguarda è molto disponibile, sa ascoltare e predicare il vangelo come non molti. Purtroppo negli ultimi Anni si è creato un business intorno alla nostra Parricchia, don Pierino ha solo avuto la colpa di voler puntare i piedi e far tornane la nostra chiesa un luogo di culto religioso. Non possiamo far finta di nulla, dobbiamo stringerci al nostro parroco, fargli da scudo e soprattutto non accettare tutte le dicerie che stanno circolando in questi giorni nel nostro paese!!!!! Don Pierino è soprattutto un sacerdote, ma è anche pur sempre un uomo e come tale ha bisogno di tutti noi.


rocco, Leverano 18-06-2013 | 12:59

Conosco don Pierino e lo apprezzo moltissimo, sia come persona che comne sacerdote. Gli riconosco doti non comuni di dialogo e disponibilità e mi stupisce la situazione di conflitto creatasi con i suoi parrocchiani, peraltro anche suoi concittadini. Non conosco i fatti, ma sento di dover esprimere tutta la mia solidarietà ad una persona che ho conosciuto come rispettosa e generosa. Sarebbe bello se tornasse a Leverano!


 

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