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 Basilicata

Montalbano, liti tra vicine per abbattimento di barriere architettoniche

di FILIPPO MELE 

MONTALBANO JONICO - «Aiutatemi, una vicina mi impedisce di abbattere le barriere architettoniche che nuocciono a mio figlio Mattia, 22 anni, che non parla e non vede dalla nascita e che vive in carrozzella ortopedica». È l'appello di Marilena Valicenti, madre di Mattia Migliarino, affetto da toxoplasmosi neonatale. Ma la vicina, Rosangela Fulco: «Niente contro Mattia ma i lavori sono solo apparentemente per abbattere le barriere. In realtà sono serviti a realizzare locali su spazi condominiali». 

Il tutto si sta verificando in una palazzina Ater di via Melchiorre. Ecco il racconto di Marilena: «Dal 1999 abitiamo qui. La casa era per disabili ma non come Mattia. Abbiamo abbattuto le barriere interne a nostre spese. Dal 2005 Mattia soffre di broncopolmonite. Da qui la necessità di una tettoia sulla rampa di accesso e un’altra sull'atrio esterno. Nel 2009 abbiamo avuto le autorizzazioni da Ater, Beni ambientali, Comune. Ma dopo aver realizzato la tettoia sull'atrio ecco i problemi creati dalla mia vicina quando stavamo realizzando quella sulla rampa, rimasta bloccata. Ho chiamato le forze dell’ordine, ho querelato, ma invano. Ho riprovato a finire la tettoia due settimane fa ma la mia vicina ha continuato ad opporsi. I carabinieri dicono che non possono farci nulla e che si procede a querela di parte. Ma io lotterò. Per me stessa sono fragile, ma ho tanta forza per tutelare i miei figli e Mattia che è il numero uno tra di loro».

E questa la replica della vicina, Rosangela Fulco: «Mattia non c'entra nulla. È la madre che sta facendo tutte quelle cose con la scusa dell’abbattimento delle barriere architettoniche. Se ha fatto dei lavori interni è padrona di farlo, ma lei ora ha rovinato l’estetica della casa. E questo non si può fare. Ma visto che l’Ater ha dato l’autorizzazione per le due tettoie io ho fatto ricorso chiedendo la revoca e la rimozione delle opere abusive realizzate. Già, lei si è costruita un’altra stanza in quello che è uno spazio condominiale per far fare ginnastica a Mattia. Ma quello spazio a tutto serve tranne che per Mattia. Lì c'è una intercapedine con topi e serpenti che mi sono saliti in casa. E sono saliti pure i ladri. Non è vero che ho impedito ai muratori di lavorare. Ho chiesto con il mio avvocato di bloccare i lavori. Venti giorni fa aveva tentato di riprendere ma io ho chiamato i vigili urbani ed i carabinieri che hanno bloccato tutto. Io è come se vivo in prigione. Da due anni».

04 Maggio 2013

 

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